Sono sempre stata dell’opinione che un oggettivo e realistico ritratto della realtà sia molto più efficace di un articolo d’opinione, per quanto potente, persuasivo, efficace e suggestivo. E bisogna anche dire che la realtà contemporanea mette a dura prova la fantasia dei giornalisti di opinione, dal momento che essa supera di gran lunga molte delle possibili esagerazioni che il povero giornalista d’opinione vorrebbe mettere in atto. Oggi tuttavia è necessario scrivere un articolo di quel genere, se non altro perché la delusione e l’amarezza portata da una giornata come quella di ieri ha bisogno di essere espressa in tutta la sua carica passionale. Sì perché quando si arriva al punto di vergognarsi del proprio paese e addirittura di rinnegarlo come tale, allora le analisi logiche e i ritratti oggettivi devono cedere il posto alle urla di chi vorrebbe gridare al mondo il proprio disgusto. E queste urla sono tutte per te, Italia, goditele finché ci sarà qualcuno ancora in grado di gridare, ancora non totalmente assoggettato a questa cultura dell’idiozia che divampa soprattutto attraverso la televisione. Certo, di questo passo dovrai sopportarci ancora per poco, ma per il momento noi gridiamo.
Guardati, Italia. Se i libri di storia e di letteratura non ce lo ripetessero da quando andavamo alla scuola elementare, chi ci crederebbe che tu sei stata la terra di Cicerone, Seneca, Dante, Petrarca Foscolo, Leopardi, Manzoni, Pasolini? Un paese che si muove per inerzia, ai comandi di bizzarri burattini che non meriterebbero neanche di essere nominati, quali Barbara D’Urso (il cui libro tra l’altro sta vendendo molto bene, se non altro possiamo sperare che i nostri concittadini non dimentichino come si legge, almeno per il momento), Maria De Filippi e chi più ne ha più ne metta. Un paese disinteressato, senza morale, senza ideali, un paese senza speranza. Sì, perché, non ti piacerà, ma sei destinata a morire, e neanche troppo lentamente. Non hai futuro; chi è ancora in grado di pensare molto presto se ne andrà e tu piano piano imploderai, vittima di te stessa, vittima dei tuoi cittadini che non sono stati in grado di reagire. Sicuramente peccherò di pessimismo, è infatti giusto ritenere che la speranza sia l’ultima a morire, ma dopo ieri bisogna aprire gli occhi e capire che rischiamo veramente di morire sperando. Perché ora, Italia ti sei ridotta a questo: sei un paese dove andare in vacanza, la tua dieta è salutare e deliziosa, il tuo campionato di calcio appassionante, le tue donne bellissime, i tuoi monumenti meravigliosi (questo ancora per poco, diciamo che è un punto in via di estinzione). E fa male vederti così, tu che sei stata la culla della cultura occidentale, che hai prodotto i più grandi geni che la storia abbia mai conosciuto. E Ora cosa sei? Terra di pagliacci, di ignoranti, di imbecilli e di mafiosi.
Mi rendo conto che il quadro non sia stato dei più confortanti, ma questo 14 dicembre è veramente una giornata triste e come tale va trattata.
Lavinia Rozzo
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