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La rivolta degli Eschimesi

16 apr

Il Polo Nord deve contenere un magnete particolare capace di attrarre verso sé individui tanto più spregevoli quanto più provenienti da sud. Lo avevamo sempre sospettato, ma finalmente sono state le esplicite parole di Boris Bigasca, ospite di Santoro ad Annozero il 14 aprile, a liberarci da ogni dubbio. E’ stata un po’ come una seconda rivoluzione copernicana, una nuova teoria della relatività, un’altra scoperta della psicanalisi, insomma un qualcosa che manda in pensione Nichi Vendola e altri ottusi bigotti allo stesso modo in cui vi ci sono stati mandati Aristotele, Tolomeo e i vari papi loro seguaci. Ma andiamo per ordine.

Chi è il nuovo Freud? Trattasi del figlio del leader della Lega ticinese Giuliano Bigasca, un Trota dei ricchi, lo potremmo perfino definire Il Salmone. Il suo discorso è stato chiaro e limpido come le acque dei torrenti svizzeri, di certo non come quelle del melmoso Po: ha affermato che non è possibile che sempre più frontalieri arrivino dall’Italia a rubare il lavoro agli Svizzeri. Fino a qui nulla di strano, la cantilena la conosciamo bene tanto noi quanto Roberto Cota, il governatore leghista della regione Piemonte presente in studio, il quale durante la pausa pubblicitaria non ha esitato ad abbracciare il caro Salmone, probabilmente non comprendendo che questa volta ce l’avevano proprio con noi. La novità sta nel fatto che Bigasca Junior ha elaborato una vera e propria teoria sull’emigrazione, di fronte alla quale non possiamo assolutamente rimanere impassibili: <<Ognuno tenta di andare verso nord, è normale! I Libici vogliono venire in Italia, gli Italiani in Svizzera, gli Svizzeri in Germania e così via, sempre più a nord, fino ad arrivare agli Eschimesi che poi, ovviamente, poverini, non potranno andare da nessuna parte!>> Si tratta dunque di una sorta di acchiapparella, una scalata dal basso dell’inferno del Sud fino all’apice della montagna purgatoriale che, a quanto rivela Bigasca, è situata nel circolo polare artico, un’ondata di invasioni barbariche a catena. E alla fine chi ci andrà a rimettere? Logicamente i poveri Eschimesi, che, come se non bastasse, devono anche fare i conti con lo scioglimento dei ghiacciai: è proprio vero che i guai non arrivano mai da soli. Ed è qui che entra in gioco la solidarietà tra gli uomini, quella con la S maiuscola: ognuno se ne stia a casa sua, nella propria caverna, senza disturbare gli inquilini del piano di sopra. E’ questa la vera libertà, è finalmente venuto il tempo di poter circolare liberi nel proprio cortile senza il rischio di imbattersi in individui dal colore della pelle più scuro, tanto più inferiori quanto più si trova in basso sul planisfero il loro luogo di provenienza.

Come rispondere dunque alle migliaia di nordafricani che sono disposti a tentare una mortale traversata del Mediterraneo e a passare giornate in condizioni disumane a Lampedusa pur di fuggire da una terra che dona loro solamente fame, miseria e atrocità? Cosa dire a chi si appellava alla solidarietà del genere omano, ora che questa si basa su principi assai diversi dalle obsolete umanità, fratellanza e uguaglianza? Cosa ripetere a chi sperava in una vita meno orribile e dolorosa di quella offerta loro dai propri paesi di provenienza? Niente. La natura ha deciso così. Vi conviene attendere la prossima inversione dei poli magnetici terrestri.

Lavinia Rozzo

Lega Nord vs. Garibaldi

27 gen

Andando a fare una passeggiata al Gianicolo è possibile ammirare i preparativi per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Le statue equestri di Garibaldi e Anita sono state completamente circondate da impalcature per essere ripulite a dovere ed i mezzibusti dei Garibaldini sono stati coperti con teli di plastica trasparente dopo essere stati riportati al bianco originario. In ogni angolo del Gianicolo sono stati messi cartelli con sopra impressa la nostra bandiera nazionale ed al centro la scritta “1861>2011  150° anniversario Unità d’Italia”.  Tutto questo è molto patriottico, è giustissimo festeggiare il 150° anniversario dell’unità della propria nazione. Ma non ho potuto fare a meno di soffermarmi sull’ipocrisia che circonda questa festa. Come si fa a festeggiare l’unità dello stato quando lo stato stesso è continuamente minacciato dal proprio interno? Lasciando per questa volta da parte le peripezie del nostro anziano e porco presidente del Consiglio, mi voglio riferire alla Lega Nord. Questo gruppo di “valorosi” vichinghi ricopre ruoli di rilievo all’interno del governo anche se i suoi esponenti sono stati più volte accusati di reati contro la nostra nazione fra cui attentato alla Costituzione, attentato all’unita e all’integrità dello stato (entrambi depenalizzati dal governo Berlusconi nel 2006, strano no?) , vilipendio alla bandiera ed infine costituzione di una struttura paramilitare fuorilegge (anche questo reato abrogato sempre dal governo Berlusconi con il Dl 15.3.2010 n. 66 ). Ma la cosa più preoccupante è il radicamento del partito a livello locale. Sempre più comuni vengono infatti conquistati a causa sia delle inettitudini delle opposizioni che delle fobie delle persone. Con continui attacchi verbali e minacce questo gruppo di mentecatti unito da ideali xenofobi e razzisti intende destabilizzare l’unità nazionale, minacciando di imbracciare fucili e provocare una guerra secessionista ogni volta che non vengono soddisfatte le loro richieste. Il tutto si svolge davanti agli occhi stanchi del Presidente della Repubblica che sembra vivere in un mondo parallelo idilliaco, in cui tutti amano lo stato e rispettano la legge. Per non parlare degli Italiani che, la storia mi è testimone, non hanno mai preso sul serio i deliri dei folli megalomani fino a quando non sono diventati realtà, per poi accettarli passivamente.  “Con la bandiera italiana mi ci pulisco il culo” e tutti zitti. “L’unità d’Italia ha più difetti che pregi” e tutti zitti. “Il 150° anniversario? Una festicciola!” ancora zitti. In questo clima vogliamo festeggiare cosa? Un partito razzista che acquista sempre più potere? Oppure l’aumento della spaccatura fra nord e sud Italia?  Chissà cosa penserebbero i nostri padri fondatori. E chissà cosa ne penseranno i nostri figli. Come risponderemo quando ci chiederanno il perché abbiamo accettato in silenzio questi comportamenti? L’Italia è stata sequestrata, sveglia Italiani che la fine è vicina…

 

F.B.

 

E che cas(zz)o!

18 nov

Ci sono delle volte in cui mi viene da pensare “che casualità!” . E’ quello che mi è successo ieri mentre leggevo la notizia della cattura del super boss dei casalesi Antonio Iovine, latitante da 14 anni. Ma le circostanze sono a dir poco strane! Nella puntata di Vieni via con me dello scorso lunedì infatti  Roberto Saviano parlando delle mafie nostrane, aveva affermato che queste hanno interessi molto radicati nel nord italia, in particolar modo a Milano, accennando anche a trattative fra la ‘ndrangheta ed alcuni rappresentanti locali della Lega Nord. Non si è fatta attendere la replica indignata di Maroni, ministro leghista dell’Interno, il quale ha accusato Saviano di gettare fango sul suo partito e sulla sua persona, smentendo ovviamente ogni infiltrazione mafiosa su al nord. Peccato che una relazione della D.I.A. confermi le affermazioni dello scrittore di Gomorra. La guerra portata avanti dal ministro è continuata ancora per qualche giorno a suon di affermazioni come «Di fronte ad accuse come quelle che ha fatto Saviano mi viene la pelle d’oca. Sono offeso e indignato per questo ho chiesto alla Rai di poter andare a replicare». Si, perché oggi in Italia le persone che denunciano i criminali vengono attaccate e screditate… Comunque…Non si è fatto attendere il classico servizio del Tg1  volto ad elogiare l’operato del governo nella lotta alla criminalità organizzata.  Atto finale di questa comica,  necessaria a far riacquistare credibilità ad un animale ormai morente, la cattura di Iovine pochissimi giorni dopo le polemiche. Ah, tanto per la cronaca, Iovine è stato arrestato a Casal di Principe, centro nevralgico della camorra casertana, a casa di un suo fiancheggiatore tale Marco Borrata. Ora non sarò uno studioso di psicologia criminale, ne tantomeno posseggo nozioni di criminologia o investigazione, ma se devo trovare un camorrista il primo posto dove vado a cercarlo è nel quartier generale della camorra. Possibile che in 14 anni non si sia riuscito a trovare un uomo (che in quanto uomo commette errori), ed ora magicamente spunta fuori dopo le polemiche innescate da Saviano sull’operato di Maroni? Non credendo nelle coincidenze le cose sono due: o fino ad oggi il governo non si è realmente impegnato nella ricerca di Iovine e co. , oppure questo arresto è stato usato come un Jolly da spendere al fine di riabilitare l’immagine dei signori di turno e di conseguenza raccogliere consensi nella popolazione. Entrambe le conclusioni mi fanno, come direbbe Maroni, venire la pelle d’oca. Non sono un teorico dei complotti, ma continuo a pensare “che casualità!”

F.B.

 

 

Immagine coperta da COPYRIGHT © di proprietà di Alessio Balletti.

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