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“Lo vedi che succede a votà Silvio?!”

23 dic

Le uniche parole che mi vengono in mente pensando a ieri sono “siamo stati grandissimi” . Una manifestazione fantastica fatta di gente fantastica. I politici si aspettavano un altro 14 dicembre ed invece gli abbiamo dimostrato che a noi di assediare i loro palazzi non ce ne frega nulla. Avete blindato la zona rossa? Bene, noi siamo andati nella zona bianca e abbiamo mostrato ai cittadini le nostre vere intenzioni: manifestare pacificamente per il nostro futuro! Non abbiamo raccolto la sfida lanciata dai neo gerarchi La Russa e Gasparri, non per timore delle loro minacce ma perché siamo distanti anni luce dal loro modo di ragionare e fare politica. Voi ci insultate? Noi non rispondiamo con i sassi ma urliamo a gran voce! E poi tutta la solidarietà che abbiamo ricevuto, solo questa è bastata a far passare il dolore alle gambe per le ore di marcia. Al passaggio del mare di studenti quasi ogni balcone si popolava di curiosi. Moltissimi gli applausi provenienti dall’alto dei palazzi adiacenti la Tangenziale e persino gli automobilisti bloccati dal corteo stesso sono scesi dalle auto ed hanno applaudito! Siamo stati bravissimi, abbiamo dimostrato che i veri “potenziali assassini” si trovano all’interno della zona rossa e che noi siamo la cura a questa politica stantia e logora. Mai più un sasso. Continuiamo a combattere per il nostro futuro bloccando la città. “Lo vedi che succede a votà Silvio?!”

F.B.

Così parlò Platone

16 nov

Parliamo di cose serie: di politica vera.  Non di Ruby tuttavia (come no?? direbbe Benigni), che pure sembra l’argomento politico maggiormente discusso in questi tempi.

No, parliamo del fondamento della nostra democrazia.

Alla base della repubblica c’è la volontà di conferire ad alcuni uomini, scelti dal popolo, il ruolo di rappresentanti collettivi. Nasce così un contratto sociale che pone fine all’incontrollato stato di natura per garantire gli stessi diritti a tutti. Accettando spontaneamente le leggi che vengono loro imposte, gli uomini perdono una parte della loro assoluta e pericolosa libertà per assicurarsi una maggiore tranquillità e sicurezza sociale.

Saranno quindi questi rappresentanti, votati dalla maggioranza della popolazione, a garantire uguaglianza e giustizia, e a difendere gli interessi di tutti i cittadini.

Ma chi saranno quindi questi rappresentanti? Chi avrà il coraggio di offrirsi come garante della giustizia pubblica e assumersi la responsabilità di rappresentare un paese intero?

I filosofi, dicevano alcuni, gli scienziati, dicevano altri, i grandi condottieri, oppure i vecchi saggi, come in tutte le tribù che si rispettino. Ma sono quindi dei vecchi saggi i nostri politici? Persone che hanno dimostrato il proprio impegno e la volontà a dedicare i propri sforzi a noi cittadini? Se ci guardiamo intorno non sembra proprio così.

Sarà che in Italia mancano i professori? Non si direbbe considerando le ultime manifestazioni… All’Università i professori sono precari a quarant’anni ad oltre, mentre giovani e attraenti ex veline sono ministri. Sarà anche questa una forma di democrazia…

In ogni caso i nostri rappresentanti dovrebbero essere dei professionisti, dei seri studiosi dei problemi del Paese e soprattutto degli idealisti, nel senso di avere idee coraggiose, innovative, capaci di graffiare le ipocrisie, di incidere sulle pigre consuetudini e di divenire  strumenti per migliorare la realtà. Persone capaci di lottare per i propri ideali. E’ questo il filo diretto che lega la politica alla filosofia e alla cultura in genere: la forza delle idee. Questo, e non il culto della personalità, può convincere che l’impegno politico sia un valore e non solo un privilegio o una forma di furbizia per conquistarsi posizioni prestigiose e di ricchezza sociale.

Ma noi, che da casa nostra assistiamo impotenti alla scena, che cosa possiamo pensare? Sono tutti uguali si sente dire in giro, tutti hanno i loro scheletri nell’armadio. Ma siamo sicuri che sia proprio così? Siamo davvero tutti disonesti in questa nostra Italia?

Non è affatto vero per fortuna. La gente competente c’è, e c’è anche quella competente ed onesta, ma le poche volte che riescono ad assumere una discreta rilevanza pubblica vengono considerati male, a prescindere. È “la macchina del fango” come incisivamente l’ha chiamata Saviano a “Vieni via con me”. Il gioco dei disonesti è far sembrare sporchi di fango anche gli altri, in modo da apparire tutti uguali, senza troppe distinzioni l’uno dall’altro.

E’ difficile credere ad una politica che mostra così tanto il suo lato peggiore, è difficile credere che dietro questo rimangano ancora intatti tutti i principi ed i valori che sono così vivi quando si legge un filosofo o si ascolta un pacato professore, magari un po’ curvo dagli anni, dietro ad una modesta cattedra di scuola.

Eppure queste persone esistono, sono tante e non solo nella nostra storia passata. Ci sono politici di valore, che studiano e riflettono sui problemi e si avvalgono di persone esperte con cui preparano progetti di legge o regolamenti. Non sono certo le personalità più appariscenti, perché non urlano e spesso non appaiono sui giornali. Ma sono quelle che lavorano, i veri rappresentanti in cui si può riconoscersi e con cui si potrebbe – si dovrebbe – poter discutere, se non direttamente – magari via web (Obama per esempio ha creato un sito istituzionale per parlare con i suoi elettori).

Forse è questo, la convinzione che ci sono persone che lottano per le loro idee, che credono ancora che fare qualcosa per il bene della collettività non sia solo una frase retorica ma un dovere ed un onore. Forse è questo che può spezzare l’indifferenza, il qualunquismo, quella barriera di gomma che sembra indistruttibile e che separa così pesantemente le nostre persone da tutti quei personaggi da teatro che continuamente si vedono nei telegiornali. Niente realtà spettacolo per convincere, niente lifting o tecniche manageriali di seduzione e assoggettamento, ma semplice forza delle idee.

Chiara D.F.

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