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Il primo video navigabile

26 gen

Se qualche anno fa ero rimasto stupito davanti all’innovativa tecnologia delle fotografie a 360 gradi utilizzata da google per le proprie mappe, ora mi brillano gli occhi (mi piace esagerare) davanti al video che sto per proporvi. Lo scenario è un suggestivo giro in elicottero attraverso le bellezze naturali di Nimmo Bay in Canada. La tecnica usata consiste in un’insieme di fotografie scattate a 360 gradi in rapidissima successione. Il risultato è un’immagine fluente che ci consente ,muovendo il mouse, di muoverci all’interno del video stesso. Provare per credere.

Il video lo trovate al seguente link :

http://northstudio360.yb.nl/nimmobay/embed/YBPlayerLite.swf?c=config

F.B.

Quando fa comodo che non si sappia.

1 dic

La foto è una gentile concessione dell'utente Flickr Auggie Tolosa. Alcuni diritti riservati.

Il tema di oggi è quello della costituzionalità.
Perché è importante parlare di costituzionalità proprio adesso che c’è in ballo un disastroso disegno di legge sull’istruzione?
Il discorso vi è collegato in maniera intrinseca.
Se volessi fare un’analisi scialba potrei semplicemente tirare fuori l’articolo 34 Cost. e parlare del diritto all’istruzione, e di come questo ci venga negato, sotto falsa maschera, dal governo stesso.
Il punto però non è certamente questo. Non si tratta di convincere nessuno, né ritengo sia questa la giusta sede per parlare dell’interpretazione circa un singolo articolo.
Tutti sanno che l’istruzione è un diritto e protestano per tenerlo saldo, d’altra parte penso che pochi sappiano cos’è un diritto.
E per spiegarlo occorre innanzitutto sapere cos’è una Costituzione.
La Costituzione è così chiamata perché è la raccolta dei principi dei quali si costituisce uno Stato. In particolare il costituzionalismo moderno vede la Costituzione come la legge voluta dal popolo in un preciso momento, con la consapevolezza di conformare l’ordinamento. Possiamo dire quindi che la Costituzione incarna il principio stesso di Stato democratico, e opera attraverso i diritti: la Costituzione è legge, ma legge fondamentale e dunque in posizione eminente rispetto alle altre leggi per il suo contenuto.
L’art. 16 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1789 dice: “Ogni società nella quale la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri fissata, non ha una Costituzione”. Questo concetto è valido sotto un punto di vista meramente logico: se la costituzione opera attraverso i diritti, sui quali poi verranno formulate le leggi, una società che non garantisce diritti può avere formalmente una Costituzione. Ma non all’atto pratico.
Ed è questo il primo punto su cui è importantissimo soffermarsi.
E cioè sulla distinzione tra forma e sostanza di un ordinamento giuridico: ossia, parlando in termini semplici, la differenza tra ciò che ci viene posto dinnanzi e ciò che viene effettivamente applicato. Una Costituzione è simbolo di democrazia: ma questo non vuol dire che uno stato che la possiede sia uno stato democratico. Per il semplice fatto che i principi che vi sono fissati possono non essere rispettati.
Se la Costituzione è un sistema di valori, i diritti fondamentali sono gli elementi costitutivi dello stesso, rilevando come finalità il libero e pieno sviluppo della personalità dell’uomo.
Mi viene spontaneo affermare, giunti a questo punto, che il primo, il più meschino dei modi con cui il nostro diritto all’istruzione, e quindi alla formazione libera e consapevole della nostra personalità, viene negato, è l’assenza di studio delle materie giuridiche nelle scuole.
In alcuni istituti tecnici il diritto pubblico è materia scolastica, così come in pochissimi altri licei, spesso privati. Ma in linea di massima non c’è una vera e propria istruzione dei cittadini a quali siano i loro diritti, e questo è assurdo poiché i diritti riguardano l’uomo in prima persona.
Un cittadino che non sa quali siano i suoi diritti probabilmente ha anche una vaga idea di cosa sia un diritto. Questo vuol dire che nel momento in cui si troverà davanti ad una nuova legge potrà avere due reazioni: trovarla giusta, o trovarla ingiusta. Ma secondo i suoi personali criteri, e non secondo un criterio oggettivo che è fissato dal diritto stesso. Questo è grave, perché vuol dire che i parametri di giudizio del nostro popolo sono dati da personali visioni, personali opinioni basate sulla morale, sulla religione, sulle proprie personali credenze.
Ma una legge non si basa certo su questo, una legge si basa su principi che sono stati rigidamente fissati dall’uomo nel corso della sua storia.
Un cittadino che ha una vaga idea di cosa sia una Costituzione forse potrà trovare una logica nel far prevalere legge ordinaria su legge costituzionale. Potrà pensare: “mah, forse tutto sommato è più giusto così…tra l’altro questa legge mi è anche conveniente. E in fondo io non ne so molto, è meglio lasciar fare a chi ne sa più di me”.
Senza sapere di stare, in questo modo, favorendo quella che senza peli sulla lingua si avvicina ad una dittatura.
Riprendendo l’art. 16 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1789: possiamo noi dire di avere una Costituzione? Siamo dunque davvero uno stato democratico? E se non siamo uno stato democratico, siamo se non altro uno stato libero?
L’ignoranza è l’arma più potente che può sfruttare un governo per confondere un popolo.

Marta Sicigliano

Antimateria? Ci piace!

23 nov

L’antimateria…ormai lo sanno tutti,  i fisici del CERN di Ginevra sono riusciti a stabilizzarla per qualche decimo di secondo, una vera enormità di tempo a giudicare dal loro entusiasmo.

Si tratta di 38 atomi di antidrogeno, un evento straordinario deve dirsi la gente, mentre sotto sotto continua a domandarsi se l’antimateria esista davvero… e soprattutto, “in che senso anti-materia”?

In realtà non c’è molto da spiegare, l’antimateria è fatta come la materia, solo con cariche opposte. Un antiatomo quindi ha un nucleo negativo, costituito da antiprotoni e particelle positive che gli girano intorno, gli anti-elettroni, o positroni.  Se si guardasse il vuoto al microscopio si vedrebbe che esso non è affatto vuoto, è costituito da particelle e antiparticelle che si creano e subito si distruggono, che nascono e si annichiliscono in continuazione.

Ipotizzata già all’inizio del Novecento, l’antimateria fu isolata per la prima volta nel 1959,  e oggi ha già alcune applicazioni pratiche in medicina (esame radiologico del PET, che permette di “fotografare” con alta precisione specifici tessuti degli organi interni).

Creare particelle di antimateria è ormai lavoro “comune” per il laboratorio del CERN, quello che è veramente complicato è creare agglomerati stabili come degli antiatomi.  Il problema è che appena una particella di antimateria entra in contatto con la corrispettiva particella di materia esse si annichilano all’istante.

Gli esperimenti di questi fisici sanno davvero un po’ di fantascientifico, a partire dal loro luogo di lavoro, Il “Large Hadron Collider”, un acceleratore di particelle che corre lungo un tunnel sotterraneo di ben 27 km di lunghezza, a Ginevra. Il gigantesco tubo, inaugurato nel Settembre 2008 ha richiesto quasi 20 anni per essere completato, con un costo totale di 4 miliardi di euro.

Secondo le stime del CERN, la produzione di un miliardesimo di grammo di antiparticelle (il quantitativo utilizzato negli esperimenti) è costato alcuni milioni di euro. L’antimateria è quindi il materiale più costoso in assoluto, altro che diamanti!

Ma ora che la scienza l’ha trovata spetta all’ingegneria, alla filosofia e alla politica (speriamo bene), farne un buon uso.

L’annichilazione dell’antimateria produce un’enorme quantità di energia, superiore persino a quella della fusione e della fissione nucleare, con un rendimento del 100% e nessuna produzione di scorie.

L’energia ottenibile dalla reazione di pochi grammi di antimateria con altrettanti di materia sarebbe sufficiente a portare una piccola navicella spaziale sulla Luna (non per niente era utilizzata anche per i propulsori della nave Enterprise nella saga di Star Trek).

Le potenzialità e le possibili applicazioni dell’antimateria in forma stabile (si parla sempre di frazioni di secondo) sono veramente infinite, e come sempre accade, probabilmente andranno al di là della nostra fantasia.

Intanto, con un ritardo di un paio di millenni, possiamo render giustizia a Eraclito e la sua teoria dei contrari, secondo cui la legge segreta del mondo risiede nel rapporto tra due concetti opposti, che hanno bisogno l’uno dell’altro per esistere. Chissà come sarebbe soddisfatto adesso!

Perché tuttavia il nostro mondo esiste? Dov’è finita la corrispettiva antimateria? Alcuni scienziati pensano che ci siano altri mondi (universi paralleli?) costituiti da sola antimateria, e che la separazione sia avvenuta proprio nel Big Bang. Ecco una delle domande a cui i fisici del CERN cercano di rispondere, giustificando pienamente il dispiego di tutti quei fondi…

Chiara D.F.

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