
L’antimateria…ormai lo sanno tutti, i fisici del CERN di Ginevra sono riusciti a stabilizzarla per qualche decimo di secondo, una vera enormità di tempo a giudicare dal loro entusiasmo.
Si tratta di 38 atomi di antidrogeno, un evento straordinario deve dirsi la gente, mentre sotto sotto continua a domandarsi se l’antimateria esista davvero… e soprattutto, “in che senso anti-materia”?
In realtà non c’è molto da spiegare, l’antimateria è fatta come la materia, solo con cariche opposte. Un antiatomo quindi ha un nucleo negativo, costituito da antiprotoni e particelle positive che gli girano intorno, gli anti-elettroni, o positroni. Se si guardasse il vuoto al microscopio si vedrebbe che esso non è affatto vuoto, è costituito da particelle e antiparticelle che si creano e subito si distruggono, che nascono e si annichiliscono in continuazione.
Ipotizzata già all’inizio del Novecento, l’antimateria fu isolata per la prima volta nel 1959, e oggi ha già alcune applicazioni pratiche in medicina (esame radiologico del PET, che permette di “fotografare” con alta precisione specifici tessuti degli organi interni).
Creare particelle di antimateria è ormai lavoro “comune” per il laboratorio del CERN, quello che è veramente complicato è creare agglomerati stabili come degli antiatomi. Il problema è che appena una particella di antimateria entra in contatto con la corrispettiva particella di materia esse si annichilano all’istante.
Gli esperimenti di questi fisici sanno davvero un po’ di fantascientifico, a partire dal loro luogo di lavoro, Il “Large Hadron Collider”, un acceleratore di particelle che corre lungo un tunnel sotterraneo di ben 27 km di lunghezza, a Ginevra. Il gigantesco tubo, inaugurato nel Settembre 2008 ha richiesto quasi 20 anni per essere completato, con un costo totale di 4 miliardi di euro.
Secondo le stime del CERN, la produzione di un miliardesimo di grammo di antiparticelle (il quantitativo utilizzato negli esperimenti) è costato alcuni milioni di euro. L’antimateria è quindi il materiale più costoso in assoluto, altro che diamanti!
Ma ora che la scienza l’ha trovata spetta all’ingegneria, alla filosofia e alla politica (speriamo bene), farne un buon uso.
L’annichilazione dell’antimateria produce un’enorme quantità di energia, superiore persino a quella della fusione e della fissione nucleare, con un rendimento del 100% e nessuna produzione di scorie.
L’energia ottenibile dalla reazione di pochi grammi di antimateria con altrettanti di materia sarebbe sufficiente a portare una piccola navicella spaziale sulla Luna (non per niente era utilizzata anche per i propulsori della nave Enterprise nella saga di Star Trek).
Le potenzialità e le possibili applicazioni dell’antimateria in forma stabile (si parla sempre di frazioni di secondo) sono veramente infinite, e come sempre accade, probabilmente andranno al di là della nostra fantasia.
Intanto, con un ritardo di un paio di millenni, possiamo render giustizia a Eraclito e la sua teoria dei contrari, secondo cui la legge segreta del mondo risiede nel rapporto tra due concetti opposti, che hanno bisogno l’uno dell’altro per esistere. Chissà come sarebbe soddisfatto adesso!
Perché tuttavia il nostro mondo esiste? Dov’è finita la corrispettiva antimateria? Alcuni scienziati pensano che ci siano altri mondi (universi paralleli?) costituiti da sola antimateria, e che la separazione sia avvenuta proprio nel Big Bang. Ecco una delle domande a cui i fisici del CERN cercano di rispondere, giustificando pienamente il dispiego di tutti quei fondi…
Chiara D.F.
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